Popolo: una comunità nazionale oltre le ideologie

di Ferdinando Tufarelli

 

In queste settimane la riscoperta del significato di parole quali Patria, Nazione e comunità è dovuta anche al valore dimostrato della nostra nazionale di calcio. Quando un Paese si riconosce intorno alle prestazioni di una squadra che non si scoraggia e che dimostra di conoscere il valore di lavorare uniti, fa riscoprire anche a noi che la seguiamo il senso di ciò che ci tiene insieme.

 

Si tratta di un messaggio forte e diretto che in queste settimane sta arrivando dal modo del calcio e dal tennis. Non solo lo sport, ma anche il ricordo grato di una testimone come Raffaella Carrà, che ha accompagnato le trasformazioni e il progresso dell’Italia attraverso il mondo dello spettacolo, contribuisce a riscoprire un sentimento di vicinanza tra cittadini.

 

I valori della Patria vivono se ci sono cittadini che riescono a testimoniarli nel lavoro quotidiano. Lo dimostra la recente visita del Presidente della Repubblica in Francia seguita con interesse dai media francesi che hanno raccontato i valori della nostra storia.

 

Tre anni fa, quando l’ambasciatore era stato richiamato a rientrare in Francia a causa dell’appoggio di alcuni ministri italiani ai “gilet gialli”, sarebbe stato impensabile. Grazie al lavoro “diplomatico” del Presidente della Repubblica, i due Paesi si sono riavvicinati e l’Italia ha ribadito così la comune adesione ai valori europei.

 

Tre anni di lavoro diplomatico, come tre sono gli anni che la nazionale italiana ha impiegato per rialzarsi dall’esclusione dai mondiali, ci insegnano come il tempo della grande politica e dello sport sia diverso da quello immediato dei social. Per ricostruire il “Gusto del futuro” occorre investire sui sacrifici e sui tempi, sul rispetto dei principi costituzionali e sulla responsabilità a essere onesti prima di ogni altra attitudine[1].

 

Cosa significa allora riconoscerci in parole come “Patria” e “Nazione” che spesso, invece, consideriamo come retoriche e ridondanti? Ogni volta che la vita dell’intero Paese è toccato da eventi speciali – come una pandemia, competizioni sportive, gesti di solidarietà collettiva e così via – allora questi termini si illuminano di sostanza.

 

Il significato di Patria e di Nazione è il risultato di passaggi storici che rendono i due termini simili e complementari; essi rappresentano la tappa di un cammino fatto di principi e valori presenti nella società. La Patria e la Nazione vivono grazie ad una comunità che rinnova la fiducia nelle istituzioni e le considera uniche interpreti dei bisogni e del significato delle conquiste ottenute. Una fiducia da non tradire per non abdicare alla custodia dei valori istituzionali. È su questo punto che si basa la credibilità dell’intero Parlamento e si basa la fiducia (perduta) dei cittadini.

 

Etimologicamente la parola Patria significa “terra dei padri” ovvero «l’ambito territoriale tradizionale e culturale cui si riferiscono le esperienze affettive, morali, politiche dell’individuo in quanto appartenente a un popolo». È un territorio connesso a una tradizione che si tramanda da una generazione all’altra. Un patrimonio di testimonianze di esperienze affettive, morali, politiche che l’individuo trasmette in quanto appartenente ad un popolo, a una comunità. Il termine evoca un periodo in cui “per” la Patria si moriva perché la si sognava libera, democratica, fondata sul diritto, sulla pace, sulla convivenza.

 

Il termine Nazione, che ha come radice latina il termine “nascere”, si consolida con l’ordine politico nato dalla Rivoluzione francese quando cessa l’identificazione dello Stato con la persona del re, al cui posto viene collocata appunto un’entità collettiva: la Nazione. Questa parola include valori, legami di sangue e tradizioni comuni. Attribuire sovranità alla Nazione è riconoscere al popolo la sovranità come hanno scelto i costituenti italiani. La Nazione permette di dare vita a una collettività omogenea per porre fine alle divisioni dei ceti e delle classi sociali e riconoscere l’uguaglianza di tutti i cittadini.

 

L’errore più grande sarebbe rinchiudersi “nel fortino degli Stati nazionali” che non offrono risposte globali alle minacce globali che sfuggono a una dimensione territoriale per usare un’espressione del Presidente Mattarella durante il suo discorso di insediamento al Quirinale. Come può la comunità incidere sul significato di Stato, influire sul lavoro delle istituzioni e valorizzare il significato di Patria e di Nazione? Anzitutto con la partecipazione dei singoli cittadini alle attività svolte dai corpi intermedi. La Costituzione chiede a ciascuno il rispetto delle leggi e l’adempimento dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale.

 

Il popolo italiano nella Costituzione è partecipe e soprattutto artefice, non solo destinatario delle decisioni che riguardano la vita della comunità. Il principio personalistico lo ribadisce: parla di un popolo attivo in associazioni, minoranze linguistiche, confessioni religiose, famiglie, scuole e università, sindacati, partiti politici tutti coinvolti nella base sociale che deve contribuire alla vita comune.

 

Coinvolgere le persone nella comunità porta a quei risultati che ribadiva Davide Maggi sulla nostra testata quando scriveva: «Il principio di sussidiarietà, sancito dalla nostra Costituzione, è proprio questo: i cittadini che autonomamente si mobilitano per svolgere attività di interesse generale devono essere sostenuti dalle istituzioni locali e nazionali».

 

Va dunque rinnovato un impegno: «Suscitare la mobilitazione solidale dei cittadini», favorire che insieme, attraverso le nostre differenze, realizziamo ciò che è il bene comune. È da qui che continueremo ad arricchire i significati di Patria, Nazione e popolo che ci permettono di continuare a vivere insieme.

 

Lo stare insieme è un’opportunità in più per confrontarsi, un vantaggio notevole per poter arrivare al risultato. Per rimanere in ambito sportivo mi piace concludere con un suggerimento di un grade sportivo. Michael Jordan: «Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati».

 

 

[1] La scrittura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta un risultato importante; la lettura dei diversi obiettivi delle Missioni del Piano esprimono l’importanza che il nostro ordinamento offre per il rispetto dei diritti sociali e della necessità dell’uguaglianza di diritti e possibilità uguali per tutte le aree del nostro Paese.  È questo il momento storico per poter assaporare il “gusto del futuro” (Tommaso Galeotto, editoriale del 3 luglio 2021).