Di Alessandra Luna Navarro e Marco Fornasiero

 

La tutela dell’ambiente e della comunità in cui viviamo sono temi intrinsecamente legati tra di loro e richiamano sia ad una responsabilità individuale che ad una collettiva. Il dibattito degli ultimi anni è riuscito a ri-definire e ampliare il concetto di transizione ecologica, passando da una transizione solo ambientale o energetica a un vero e proprio “cambio di passo” multi-disciplinare ed integrale, che sta trasformando tutti gli aspetti della vita. La transizione che viviamo non è solo ambientale, ma anche digitale e occupazionale, politica e culturale; è alimentata da una visione più ampia e antropologica, che non si riferisce solo all’ambiente, ma che pone l’accento sulla relazione tra persone, individuo e comunità, comunità e ambiente.

Questa transizione porta nel cuore un’idea di sostenibilità nuova, che non soltanto concilia necessità sociali come l’occupazione, bensì crea nuovi posti di lavoro: una sostenibilità che vede oggi l’opportunità di curare le comunità da fratture sociali e da ferite culturali ed economiche. Per questa transizione integrale è però necessaria di una pianificazione di ampio respiro e la creazione di laboratori territoriali e culturali, con lo scopo di essere terra feconda per nuovi modelli politici stabiliti fin da subito insieme. In questo l’Unione Europea si è distinta da altre realtà, come la Cina, proponendo un approccio bottom-up partecipato invece di un approccio top-down.

Le policy ambientali si devono basare su pareri imparziali e scientifici, ma la loro attuazione politica, che richiede un cambio di passo sia individuale che collettivo, deve vedere i cittadini come co-protagonisti. L’approccio partecipato alle politiche ambientali nell’UE risale al 2001, alla convenzione di Arhus, un accordo multilaterale europeo che garantisce ai cittadini tre diritti fondamentali: la partecipazione del pubblico ai processi decisionali, l’accesso alle informazioni e il diritto all’accesso alla giustizia, a difesa di eventuali violazioni dei primi due.

A questa idea di transizione e sostenibilità, che innanzitutto informa e poi accelera la transizione rendendo i cittadini proattivi, Comunità di Connessioni ha deciso di partecipare attraverso la costituzione di un nuovo progetto per la diffusione e il sostegno delle comunità energetiche. L’obiettivo di Comunità di Connessioni è di dimostrare che un nuovo modello di sviluppo economico che ponga al centro l’uomo e favorisca lo spirito comunitario è possibile, replicabile in molti settori oltre quello dell’energia.

Le comunità energetiche sono nuovi soggetti giuridici per la prosumazione collettiva, ovvero di produzione autonoma di energia sostenibile per il soddisfacimento del fabbisogno energetico di una comunità. L’obiettivo principale è quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali, piuttosto che profitti, ai propri membri attraverso la condivisione dell’energia elettrica prodotta. Le comunità energetiche, quindi, permettono la raccolta di risorse finanziare da investitori diffusi: i cittadini possono partecipare all’investimento stesso e goderne dei benefici economici, attuabile tramite quindi equity crowdfunding, diventando protagonisti nello sviluppo di progetti “energetici”.

La novità risiede proprio nel fatto che siano gli individui a decidere di collaborare, favorendo una dimensione decentrata e localizzando la produzione dell’energia all’interno dei territori. Questo capovolgimento del paradigma “dal locale al nazionale” costituisce la scelta vincente per far sì che la transizione verde non sia solamente un insieme di policy, ma l’origine di una nuova integrazione politica che possa trovare nella dimensione trasversale e concreta dell’energia il canale attraverso cui coinvolgere i cittadini alla cosa pubblica.

Il ruolo di Comunità di Connessioni può essere centrale, non tanto per l’aspetto tecnico della transizione energetica, che dovrà essere affidato a società specializzate in materia (ENI, ENEL ecc.), quanto per sostenere le comunità locali nel processo di comprensione e strutturazione del progetto, dunque nella sua essenza politica. Comunità di Connessioni ha deciso di supportare i territori attraverso attività come la sensibilizzazione al problema del cambiamento climatico e ai vantaggi derivanti dall’istituzione di una Comunità Energetica sfruttando interviste, tavole rotonde, ecc.; il favorire il confronto e le sinergie tra pubblico e privato, affinché il progetto della Comunità Energetica possa comprendere tutte le categorie e gli attori che vivono il territorio.

Se fai parte di una Comunità energetica che sta nascendo o vorresti costituirla, mettiti in contatto con noi.