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Editoriale

“Non sono mai stato tanto attaccato alla vita” – Parole per riflettere sulla guerra

Per il nostro editoriale abbiamo scelto parole della storia che vanno oltre la cronaca. Lo facciamo in silenzio e nel dolore per le conseguenze della guerra in corso. Queste parole sono solo una piccola fiamma di candela nelle notti illuminate dalle bombe. Ma sono anche la condizione interiore per sostare, ascoltare la storia e comprendere verso dove andare. Colpisce perché è già stato tutto scritto, lo dimostrano i testi che abbiamo scelto e vi offriamo da meditare. Nella storia ritorna tutto ciò che si dimentica. Il nostro compito però rimane quello di ricostruire (umanamente) il nostro futuro.

Crisi energetica, costo della vita e costo del lavoro

Bisogna liberare la struttura retributiva dal peso degli automatismi, collegando lo sviluppo alle componenti retributive che misurano la produttività o che sono rapportate ai risultati o all’innovazione organizzativa. Si deve procedere con celerità sul riordino degli inquadramenti professionali, scindendo definitivamente le dinamiche classificatorie da quelle retributive legate alla progressione gerarchica nonché attivando percorsi formativi certificati che premiano il merito. È arrivato il tempo opportuno per rafforzare le funzioni negoziali delle rappresentanze dei lavoratori a livello aziendale, collegando meglio tali istituzioni alle organizzazioni di riferimento.

La guerra in Europa

La guerra in Europa di questi giorni è il risultato di una tensione tra Russia, Unione europea e Stati Uniti che ha profonde cause militari, economico-politiche e culturali sviluppatesi dal crollo dell’Unione sovietica nel 1991. L’Ucraina, in particolare, si è progressivamente avvicinata all’Unione europea a partire dalla rivoluzione arancione del 2004, con false partenze e contraddizioni, tentando di autonomizzarsi dalla sfera di influenza russa.

Unitá per la diversità: cooperazione internazionale e sicurezza energetica

Il conflitto tra Ucraina e Russia ha evidenziato elementi di nature diversi, che coinvolgono politica estera, difesa e sicurezza energetica. Investimenti molto più forti nelle tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio, comprese le energie rinnovabili, l'efficienza energetica e l'energia nucleare, rappresentano l’unica via d'uscita da questa situazione di stallo. Eppure, se non acceleriamo il passo della transizione, i mercati energetici globali dovranno ancora affrontare periodi turbolenti con conseguenti rincari nella bolletta dei cittadini.

La “questione giovanile”. Il lavoro e i tirocini

Calato il sipario sulle elezioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, occorre riportare al centro della scena un tema che lo stesso Capo dello Stato, nel corso del suo discorso di (re)insediamento, ha richiamato a gran voce, quello dei giovani e della loro condizione lavorativa. Il Presidente, parlando di come le nuove generazioni siano esposte al rischio di rimanere intrappolate in “periferie esistenziali” e in lavori precari e sottopagati, lo ha detto chiaramente: urge un cambio di rotta.

La Corte costituzionale si fa conoscere

La Corte costituzionale ha sede a Roma, nel Palazzo della Consulta, accanto al Palazzo del Quirinale. Già questa collocazione illumina simbolicamente sul suo posto nel disegno della nostra Carta fondamentale. La Corte, insieme al Presidente della Repubblica, è un organo di garanzia, e ciò si deve alla sua funzione: verificare se una legge sia conforme o meno alla Costituzione (controllo di costituzionalità della legge).

Le luci e le ombre del voto al Presidente Mattarella

Sergio Mattarella è stato rieletto Presidente della Repubblica. Con questa elezione c’è però anche un intero sistema politico bloccato e imploso nei giorni delle votazioni che spera forse di vedere posticipata la sua ricostruzione. C’è però anche un intero sistema politico bloccato e imploso nei giorni delle votazioni che spera di vedere posticipata la sua ricostruzione. Posticipata soltanto, però: in questo tempo sono affiorate tutte le tensioni irrisolte del sistema, che qui ci limitiamo a ricordare.

Il lavoro che cambia e ci cambia

È noto a tutti. La pandemia ha riscritto una nuova fisionomia nel mondo del lavoro. Ed è anche cambiato il modo in cui le persone si realizzano attraverso il lavoro, richiamando così a un “prima” e un “dopo” che nella storia ha caratterizzato le rivoluzioni industriali epocali. In questo quadro, possono essere identificati tre grandi cambiamenti in atto su cui occorre riflettere.

Sergio Mattarella. Il Presidente dell’unità e della comunità nazionale

«La responsabilità di rappresentare l’unità nazionale innanzitutto». Queste parole erano state il cuore del primo discorso alle Camere del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione del suo giuramento, il 3 febbraio 2015. Attraverso il prisma dell’unità, riconosciuta da lui stesso come l’architrave della sua azione presidenziale, è possibile ripercorrere la testimonianza di Sergio Mattarella come uomo di Stato e come cattolico democratico impegnato nelle istituzioni.

David Sassoli. Leader mite e testimone d’Europa

Caro David, ti vogliamo dire grazie anche noi, per averci accompagnato e aiutato. Ci hai insegnato ad essere miti, ma fermi nella difesa dei più deboli, cordiali senza però confondere chi si spende per costruire il bene e quanti invece vivono imponendo il loro potere strumentalizzando e corrompendo. Di te conserviamo parole ed esempio. Sei stato un leader mite, fino all’ultimo e con tanta dignità hai portato nella tua carne i segni del limite e della mortalità.

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