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Editoriale

In cammino verso le elezioni. Cinque punti all’ordine del giorno

Per la prima volta da decenni, il nostro Paese si era dotato di un piano di riforme pluriennale (contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e delle competenze necessarie per realizzarlo. L’attuale Parlamento e il Governo Draghi sono riusciti a raggiungere i primi obiettivi fissati nel PNRR, facendo ottenere all’Italia la seconda tranche di finanziamenti europei lo scorso giugno, ma Il cammino delle riforme al cui raggiungimento è subordinato il disborso degli ulteriori fondi targati UE, ha subito una battuta d’arresto. In vista delle elezioni del 25 settembre, verifichiamo cinque punti sui quali il dibattito pubblico dovrebbe concentrarsi e sui quali chi si candida alla guida del Paese dovrebbe provare a offrire risposte.

L’Europa e l’atlantismo: un ricorso storico

Dallo scoppio del conflitto russo in Ucraina stanno tornado alla ribalta concetti e parole che non si sentivano da tempo nella scena politica nazionale e internazionale. Dal secondo dopoguerra fino alla caduta del regime sovietico, la teoria dei blocchi contrapposti, la minaccia sovietica e l’atlantismo hanno ricoperto un ruolo centrale nella determinazione delle scelte politiche, economiche e sociali europee.

Il sacrificio di Draghi e il nuovo quadro politico

Mario Draghi non è più il Presidente del Consiglio. L’escalation ha lasciato sbigottiti gli osservatori internazionali: Conte ha aperto la crisi, Salvini l’ha cavalcata, Meloni l’ha capitalizzata e Berlusconi l’ha avvallata, svuotando per sempre le attese moderate e liberali di cui Forza Italia era portatrice. È stato sacrificato così Mario Draghi, il presidente riformatore che, nei suoi 523 giorni di governo, ha svolto il ruolo di garante del Paese grazie a tre caratteristiche determinanti: credibilità, competenza e rigore morale.

Salario minimo e lavoro povero. Evitare le norme “simbolo”

Nella conferenza stampa del 12 luglio, prima dell’inaspettata e fulminea caduta del governo, il Presidente Draghi e il Ministro del lavoro Orlando hanno presentato i contenuti della mediazione in materia di salario minimo che è stata raggiunta, da una parte, con CGIL, CISL, UIL, organizzazioni datoriali, e, dall’altra, con i partiti della allora coalizione. È stata una mediazione complicata.

Responsabilità

Il sistema politico è di nuovo imploso. Questa volta si è sgretolata la colonna della responsabilità, l’architrave del tempio della democrazia liberale. La scelta del M5S di non votare la fiducia posta dal Governo Draghi sul Decreto “Aiuti alle famiglie e alle imprese”, come un sasso che rotola a valle, si è trasformata in una valanga politica.

Comunità energetiche: un laboratorio culturale enzima della transizione

transizione che viviamo non è solo ambientale, ma anche digitale e occupazionale, politica e culturale; è alimentata da una visione più ampia e antropologica, che non si riferisce solo all’ambiente, ma che pone l’accento sulla relazione tra persone, individuo e comunità, comunità e ambiente. Questa transizione porta nel cuore un’idea di sostenibilità nuova.

Il Metaverso e la via europea sulla digitalizzazione

È stata annunciata una nuova frontiera: il Metaverso. Si tratta di una dimensione digitale a cui l’utente si connette utilizzando strumenti fisici, come un casco, occhiali e dei controlli per mani e gambe, avendo l’impressone di separarsi dalla realtà e di entrare in un vero e proprio spazio digitale. È l’ultimo prodotto che le imprese del settore tecnologico intendono proporre al pubblico. Ma quali sono le conseguenze sociali?

Denunciare la bellezza: l’intuizione di Salgado

Vedere la bellezza, vederla accadere, scoprirla negli angoli della vita quotidiana, non è un privilegio riservato ad artisti e poeti. È una responsabilità a cui tutti siamo chiamati perché, di nuovo con Patrizio Barbaro, “nel deserto delle nostre strade lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio”.

Una nuova integrazione europea

Che cosa significa essere cittadini europei oggi e quali possono essere le leve per velocizzare il processo di integrazione che stiamo vivendo? Sono queste alcune delle domande che dovremmo porci, soprattutto a fronte del conflitto in corso in Ucraina. La guerra ha avuto ripercussioni, e continuerà ad averne anche in futuro, in molti settori che toccano la vita quotidiana delle persone.

Una riforma possibile dell’Onu, il consiglio dell’amicizia

Un silenzio assordante. Eppure, la questione non è certo di poco conto: il prossimo 12 giugno i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi sui referendum abrogativi in tema di giustizia. E il raggiungimento del quorum non è scontato. Di questo appuntamento elettorale non si parla abbastanza, forse anche a causa delle divisioni sul tema all’interno dell’opinione pubblica e tra le forze politiche.

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