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Tommaso

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Una riforma possibile dell’Onu, il consiglio dell’amicizia

Un silenzio assordante. Eppure, la questione non è certo di poco conto: il prossimo 12 giugno i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi sui referendum abrogativi in tema di giustizia. E il raggiungimento del quorum non è scontato. Di questo appuntamento elettorale non si parla abbastanza, forse anche a causa delle divisioni sul tema all’interno dell’opinione pubblica e tra le forze politiche.

I referendum sulla giustizia: per cosa votiamo il 12 giugno?

Un silenzio assordante. Eppure, la questione non è certo di poco conto: il prossimo 12 giugno i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi sui referendum abrogativi in tema di giustizia. E il raggiungimento del quorum non è scontato. Di questo appuntamento elettorale non si parla abbastanza, forse anche a causa delle divisioni sul tema all’interno dell’opinione pubblica e tra le forze politiche.

Spezzare il pane della Scienza

Le grandi sfide di oggi, ovvero la pace, il pianeta e la democrazia, richiedono un approccio olistico e mai riduzionista, dove tutti i “magisteri” trovino il proprio posto. Ma soprattutto hanno bisogno di una comunità capace di “spezzare il pane della Scienza” con verità e carità.

L’Europa si faccia costruttrice di pace

L’Unione Europea, sin dalla sua fondazione, come recita il comunicato stampa, ha «contribuito a trasformare la maggior parte dell’Europa da un continente di guerra in un continente di pace». Anche destre e sinistre convergono nell’individuare, tra gli achievements dell’Unione, proprio l’aver assicurato oltre sei decenni di pace e prosperità ai propri cittadini, sostituendo alle armi tavoli negoziali democratici permanenti in cui gli Stati Membri possono confrontarsi.

Biopolitica e diritto – con Fabrizio Urbani Neri a Parole in Connessione

Silvia Costa è giornalista professionista, nella sua carriera ha collaborato a rubriche RAI ed è stata redattrice de “Il Popolo”. Il suo percorso politico inizia con il movimento nazionale femminile della Democrazia Cristiana per proseguire poi come consigliere comunale di Roma e, successivamente, come deputata per tre legislature. Con il Governo Ciampi è sottosegretaria al Ministero dell'Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica. Ha presieduto la Commissione nazionale per la parità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

La comunicazione tra comprensione, analisi e racconto

La copertura mediatica in occasione di eventi di portata globale è caratterizzata, in primo luogo, dalla episodicità, ovvero la tendenza a raccontare gli avvenimenti solo nei momenti salienti. La situazione in Ucraina è una vicenda lunga, ma solo nelle ultime settimane è diventata predominante nel racconto dei media.

Gli stage extracurriculari dopo la legge di bilancio

di Tommaso Galeotto Lo scorso 31 dicembre, con l’emanazione della Legge di bilancio (L. n. 234/2021), il legislatore è intervenuto sulla spinosa questione dei tirocini...

5 domande a Silvia Costa – “Costruire un nuovo umanesimo europeo”

Silvia Costa è giornalista professionista, nella sua carriera ha collaborato a rubriche RAI ed è stata redattrice de “Il Popolo”. Il suo percorso politico inizia con il movimento nazionale femminile della Democrazia Cristiana per proseguire poi come consigliere comunale di Roma e, successivamente, come deputata per tre legislature. Con il Governo Ciampi è sottosegretaria al Ministero dell'Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica. Ha presieduto la Commissione nazionale per la parità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

L’eclissi sulla Pasqua

Stupisce come nel dibattito pubblico la cultura della pace - unico vero dono della Pasqua - si sia improvvisamente eclissata. Almeno in Europa ha retto fino a un decennio fa, per i padri costituenti erano parole sorgive. Le parole di odio e le strategie di guerra, invece, animano gli imbarazzanti dibattiti degli esperti di geopolitica, discorsi che, come un fiammifero acceso, sono destinati a bruciare le foreste che danno ossigeno al mondo.

La globalizzazione capovolta

Sono gli anni dell’angoscia: l’imprevedibile e l’impreveduto abitano gli uomini e le donne. Dai social emergono inquietudini collettive, elaborate e restituite ad uno stato più o meno gassoso. Dagli spazi deboli della cultura si riafferma che il “mondo sia (di nuovo) completamente cambiato”, a distanza di soli due anni.

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