L’altro virus

di Giuseppe Falvo*

 

 

La gravità e l’urgenza delle conseguenze del covid-19 hanno richiesto l’adozione di misure emergenziali, con l’obiettivo primario e inderogabile della tutela della salute dei cittadini e del contenimento della pandemia che, tuttavia, hanno causato riflessi negativi sull’andamento dell’economia.

Al fine di scongiurare o, quanto meno, arginare le conseguenze economiche del c.d. lockdown, la scelta del nostro Governo è stata quella di infondere liquidità nel sistema economico attraverso il riconoscimento di bonus alle famiglie (reddito di emergenza, bonus figli e baby-sitter) e l’erogazione di prestiti garantiti dallo Stato, a tassi di interesse calmierati, alle partite iva e alle imprese in difficoltà.

 

Da più parti si è manifestata l’importanza di intervenire con tempestività tramite l’erogazione di tali aiuti, in modo da evitare che questa situazione, inedita e gravissima, possa diventare un’opportunità per la criminalità organizzata che, da sempre, ha dimostrato una pronta capacità di adeguamento ai mutamenti del contesto socio-economico, nazionale e internazionale al fine di cogliere nuove occasioni di guadagno illecito.

Il pericolo oggi è che le organizzazioni criminali a fronte delle notevoli risorse finanziarie di cui dispongono, qualora le famiglie e le imprese restino bloccate dalla burocrazia bancaria e della pubblica amministrazione, possano sostituirsi agli istituti di credito apportando il denaro necessario o proponendo prestiti usurari.

 

Pertanto, l’attuale emergenza non è solo il rischio del default economico delle aziende ma,  peggio, che per uscire dal pantano del credito a singhiozzo tante piccole e medie imprese possano aggrapparsi alla mano tesa dalla malavita.

È, quindi, fondamentale intervenire prontamente per evitare che imprenditori ed intere categorie di cittadini possano oggi accettare il ricorso a soldi sporchi consentendo alle associazioni criminali di inquinare e strozzare l’economia attraverso lo strumento dell’usura e dello “shopping” delle aziende in crisi.

 

Anche le famiglie in difficoltà, i lavoratori in nero e/o stagionali potrebbero rappresentare un ulteriore bacino d’utenza sia per le attività usurarie della malavita, sia come nuova manovalanza a basso costo, conseguenza di una sorta di nuovo distorto sistema di welfare assicurato dalle mafie.

Per contrastare tali pericoli è fondamentale l’immediato intervento pubblico di sostegno al reddito snellendo, sempre nel rispetto delle normative antiriciclaggio e antimafia, i criteri di accesso al credito da parte dei soggetti bisognosi attraverso una sburocratizzazione delle procedure bancarie ed amministrative.

 

Analogamente i flussi di denaro destinati a rilanciare l’economia dovranno transitare nei circuiti economico-finanziari tracciati e controllati, onde evitare che possano di fatto essere immessi, anche solo in minima parte, sotto forma di prestiti o bonus nella disponibilità di evasori totali risultanti nullatenenti, o delle organizzazioni criminali interessate ad accaparrarsi gli ingenti fondi Regionali, Nazionali ed Europei.

Infatti, come sottolineato dallo stesso Capo della Polizia Gabrielli, le organizzazioni criminali hanno già da tempo investito nelle attività di prima necessità che non sono state bloccate dalle restrizioni da Covid-19: filiera agro-alimentare,  distribuzione farmaci, trasporto su gomma, servizi funebri, imprese di pulizia, riuscendo ad offrire agevolmente servizi a prezzi concorrenziali, dal momento che le società da loro controllate non rispettano le prescrizioni normative in materia ambientale, previdenziale e di sicurezza sul lavoro.

 

È, pertanto, necessario costruire un sistema di monitoraggio e prevenzione, anche attraverso la predisposizione di una black list delle imprese in odore di mafia, in modo da ridurre al minimo il rischio che i soldi pubblici arrivino nelle mani sbagliate.

Altrimenti tutti gli sforzi sanitari impiegati per il contrasto al virus del Covid-19 rischiano di alimentare la diffusione dell’atro virus, quello  delle infiltrazioni criminali pronto ad “infettare” la nostra già fragile economia.

 

 

*avvocato penalista

g.falvo@studiolegalefalvo.it

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