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Spezzare il pane della Scienza

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Le grandi sfide di oggi, ovvero la pace, il pianeta e la democrazia, richiedono un approccio olistico e mai riduzionista, dove tutti i “magisteri” trovino il proprio posto. Ma soprattutto hanno bisogno di una comunità capace di “spezzare il pane della Scienza” con verità e carità.

La Corte interroga la Corte sul cognome del papà

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Il 27 aprile scorso la Corte costituzionale ha reso noto che tutte le norme che attribuiscono ai figli il cognome del padre sono illegittime. Lo ha fatto attraverso la consuetudine del comunicato stampa per entrare nel cuore del dibattito pubblico. Il principio di uguaglianza tra i coniugi diventa l’elemento fondamentale della famiglia.

L’Europa si faccia costruttrice di pace

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L’Unione Europea, sin dalla sua fondazione, come recita il comunicato stampa, ha «contribuito a trasformare la maggior parte dell’Europa da un continente di guerra in un continente di pace». Anche destre e sinistre convergono nell’individuare, tra gli achievements dell’Unione, proprio l’aver assicurato oltre sei decenni di pace e prosperità ai propri cittadini, sostituendo alle armi tavoli negoziali democratici permanenti in cui gli Stati Membri possono confrontarsi.

Biopolitica e diritto – con Fabrizio Urbani Neri a Parole in Connessione

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Silvia Costa è giornalista professionista, nella sua carriera ha collaborato a rubriche RAI ed è stata redattrice de “Il Popolo”. Il suo percorso politico inizia con il movimento nazionale femminile della Democrazia Cristiana per proseguire poi come consigliere comunale di Roma e, successivamente, come deputata per tre legislature. Con il Governo Ciampi è sottosegretaria al Ministero dell'Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica. Ha presieduto la Commissione nazionale per la parità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il 1 maggio per “salvare” il lavoro

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Sono già passati 136 anni dal 1° maggio del 1886, quando i lavoratori di Chicago pagarono con la vita il diritto a una giornata lavorativa dignitosa. Sono passati 75 anni dall’eccidio dei contadini di Portella della Ginestra. Era il 1° maggio 1947. Da allora sono state approvate una moltitudine di importanti leggi a tutela del lavoro, eppure il lavoro resta conflittuale, precario, per pochi, povero, nero, discriminatorio, privo di adeguate garanzie. Come è stato possibile che, in così tanto tempo, né i cittadini né i loro legislatori siano stati in grado di "salvare" il lavoro?

La comunicazione tra comprensione, analisi e racconto

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La copertura mediatica in occasione di eventi di portata globale è caratterizzata, in primo luogo, dalla episodicità, ovvero la tendenza a raccontare gli avvenimenti solo nei momenti salienti. La situazione in Ucraina è una vicenda lunga, ma solo nelle ultime settimane è diventata predominante nel racconto dei media.

Gli stage extracurriculari dopo la legge di bilancio

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di Tommaso Galeotto Lo scorso 31 dicembre, con l’emanazione della Legge di bilancio (L. n. 234/2021), il legislatore è intervenuto sulla spinosa questione dei tirocini (articolo 1, comma 720-726) nel tentativo di dare una svolta...

5 domande a Silvia Costa – “Costruire un nuovo umanesimo europeo”

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Silvia Costa è giornalista professionista, nella sua carriera ha collaborato a rubriche RAI ed è stata redattrice de “Il Popolo”. Il suo percorso politico inizia con il movimento nazionale femminile della Democrazia Cristiana per proseguire poi come consigliere comunale di Roma e, successivamente, come deputata per tre legislature. Con il Governo Ciampi è sottosegretaria al Ministero dell'Università, Ricerca Scientifica e Tecnologica. Ha presieduto la Commissione nazionale per la parità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

L’eclissi sulla Pasqua

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Stupisce come nel dibattito pubblico la cultura della pace - unico vero dono della Pasqua - si sia improvvisamente eclissata. Almeno in Europa ha retto fino a un decennio fa, per i padri costituenti erano parole sorgive. Le parole di odio e le strategie di guerra, invece, animano gli imbarazzanti dibattiti degli esperti di geopolitica, discorsi che, come un fiammifero acceso, sono destinati a bruciare le foreste che danno ossigeno al mondo.

La globalizzazione capovolta

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Sono gli anni dell’angoscia: l’imprevedibile e l’impreveduto abitano gli uomini e le donne. Dai social emergono inquietudini collettive, elaborate e restituite ad uno stato più o meno gassoso. Dagli spazi deboli della cultura si riafferma che il “mondo sia (di nuovo) completamente cambiato”, a distanza di soli due anni.