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Il voto tra Italia e Unione Europea

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In un contesto internazionale movimentato e burrascoso, l’Italia, dopo la positiva esperienza del Governo guidato autorevolmente da Mario Draghi, ha rinnovato il Parlamento e si appresta a formare un esecutivo. Davanti a questi eventi l’Unione Europea vive la prova della sua stessa esistenza come soggetto politico e come attore rilevante e, per questo, il voto italiano ha un senso anche europeo.

Andare oltre il guado

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Il futuro del Paese dipende da due condizioni: etica e capacità di visione della classe politica che conquisterà le urne di oggi. L’etica è la condotta che, ispirata dal discernimento, persegue l’obiettivo del bene comune. È lo stile del civil servant. Come aveva intuito Kant, la politica non farà un passo avanti se non avrà dato precedenza all’etica. Un’immagine può descrivere la capacità di visione. Il Paese è sotto una burrasca, con scarse condizioni di visibilità, e si trova di fronte ad un guado, oltre il quale si snodano molti sentieri, di cui solo uno conduce a destinazione perché tutti gli altri sono morti. La futura classe politica è chiamata a “vedere” oltre le condizioni avverse per incamminare il Paese sul sentiero giusto.

Scuola e abbandoni: serve una rivoluzione gentile

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Con l’inizio dell’anno scolastico si sono riaccesi i riflettori su un tema che per l’Italia rischia di diventare un destino irreversibile: l’abbandono scolastico. “Le fondamenta di ogni Stato sono l’istruzione dei suoi giovani”, diceva il filosofo greco Diogene di Sinope già nel IV secolo a. C., riconoscendo come un’istituzione che non investe nell’educazione e nella formazione delle nuove generazioni è destinata a rimanere senza radici che sorreggono l’albero, lasciando appassire la sua chioma e impedendogli di dare frutto.

Come costruire da cristiani la città dell’uomo?

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La città non è solo una realtà di incontro umano e comunitario, di relazioni e di opportunità sociali, ma anche un luogo teologico. Un luogo, cioè, in cui possiamo trovare un frammento della Rivelazione, in cui è possibile riscoprire la presenza del sacro “non come realtà chiusa e circoscritta alle mura delle chiese e delle cattedrali, non come spazio di esclusione, ma come realtà che include, che estende i propri confini, che si allarga ad ogni frammento dell’umano”, citando una nota della Presidenza Nazionale FUCI.

Il Congresso di Comunità di Connessioni

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 “Ciò che non rigenera, degenera” (Edgar Morin). Per rigenerare, dobbiamo aver chiaro chi vogliamo diventare. E’ questa la domanda che ci siamo posti in questo momento di condivisione: chi vogliamo essere? Le strade sembrano due. La prima è quella dei “sì” e quella del "no".

La formazione come azione politica

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Il 9 – 11 settembre, per il secondo anno consecutivo ci incontreremo a Monterosso, al Santuario di Nostra Signora di Soviore, per il congresso annuale. Momento di sintesi, di bilanci e di ripartenza verso un nuovo anno, consci delle sfide che ci aspettano e della responsabilità che soprattutto ai giovani è stata affidata dalle istituzioni. Del resto, come diceva Aldo Moro, “per fare le cose ci vuole il tempo che ci vuole”.

Perché eleggere chi si impegna per il futuro dei giovani

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Ci sono almeno tre regole che bisognerebbe tenere in mente mentre si cerca di capire la realtà che emerge in queste settimane pre-elettorali. Sono regole che conosciamo più o meno tutti, spesso inapplicate per malavoglia o, in alcuni casi, per profondi pregiudizi ideologici. Sono regole che si rifanno anche all’insegnamento di Papa Francesco. Facciamo un esempio, focalizzando l’attenzione su un valore che si può considerare valore comune, in relazione al quale la priorità è quasi scontata (o dovrebbe esserlo) e in ragione del quale le divisioni sui mezzi per raggiungere il fine potrebbero essere enormi: il futuro dei giovani

Il voto moderato dei cattolici. Il centro come metodo e prospettiva politica

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Durante un agosto rovente e pieno di nubifragi, si stanno chiudendo le liste elettorali e intanto il 25 settembre, giorno delle elezioni, si fa sempre più vicino. I nodi venuti al pettine hanno stupito l’opinione pubblica, ma era tutto già scritto: una legge elettorale inadeguata, la riduzione dei parlamentari, la scelta dei candidati da parte dei segretari di partito, i conflitti interni ai partiti, le esclusioni eclatanti da gestire e l’imposizione di candidati lontani dai territori in cui dovranno farsi eleggere.

La questione ambientale: prospettive di governo

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L’ambiente rappresenta la pietra miliare di questa campagna elettorale. Come riporta efficacemente Enzo Risso, si tratta di un “tema driver del voto”. Ma qual è la migliore strategia per trasformare gli slogan politici in provvedimenti governativi? In primo luogo occorre inquadrare la questione ambientale sotto un profilo concreto, sostanziale e non trascendentale come spesso accade. Ma soprattutto, come un unicum e non più una autonoma disciplina degli interessi pubblici connessi al servizio di igiene urbana o al governo del territorio.

Prospettive per il nucleare

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Gli aumenti dei costi dell’energia, registrati sul finire del 2021 ed ulteriormente incrementatisi in conseguenza dell’attuale conflitto in Ucraina (e di cui ad oggi non si prevede ancora l’esito), hanno accelerato nel nostro Paese, ma non solo, il dibattito sugli approvvigionamenti, in particolare del gas, e sul ricorso a fonti alternative con basso impatto ambientale. La scelta del nucleare è considerata nuovamente percorribile, perché valutata più “pulita” rispetto ai combustibili di origine fossile.