Connessioni e nuovi orizzonti. Temi e scenari politici futuri

Connessioni e nuovi orizzonti. Temi e scenari politici futuri

Connessioni non si ferma. O meglio: si ferma, cerca nuove soluzioni e riparte. Davanti alla pandemia causata dal coronavirus, infatti, la risposta della scuola di formazione politica è chiara: pur con mezzi nuovi, diversi e – per molti aspetti – scomodi, ora più che mai è centrale investire nell’educazione e in un luogo in grado di creare valore e rapporti umani, attraverso uno spazio virtuale che avvicina. Con queste premesse, quindi, si è svolto il primo incontro telematico: un’ora e mezza di videochiamata dove alcuni giovani, ciascuno un’eccellenza nel proprio campo, cresciuti nell’esperienza comunitaria di Connessioni, hanno preso la parola e hanno messo a frutto, condividendola, la loro conoscenza personale. Permanevano così il sapore e la struttura dei tanti incontri fatti nel corso degli anni, ma con una modalità nuova, che è stata in grado di creare uno spazio diverso e innovativo nel nostro modo di vivere il tempo. Infatti, come ha ricordato anche Padre Francesco Occhetta, «possiamo dare solo ciò che ci è stato donato, facendolo nostro tramite il duro lavoro e lo studio», andando ad approfondire il discernimento, strumento chiave dell’agire politico, che altro non è che lo spazio che esiste tra i principi teorici e l’applicazione di questi nella realtà concreta.

 

Innanzitutto si è discusso, con il prezioso aiuto dell’avvocato giuslavorista Ciro Cafiero, dell’impatto del COVID-19 sul mondo del lavoro a partire da una puntuale analisi di quali sono le categorie che più di tutte, oggi, si stanno rendendo necessarie: non solo gli specialisti dell’informatica e della tecnologia, ma anche le aziende che si occupano di sanificazione e di dispostivi di protezione individuale. Ai lavori “tradizionali”, invece, viene oggi chiesta una maggiore velocità di cambiamento: la rivoluzione digitale sta trasformando in maniera indelebile il lavoro di ciascuno che, per un motivo o per l’altro, cambierà.

L’architetto Luigi Bartone, invece, ci offre un possibile scenario di come l’emergenza odierna modificherà la città, il luogo della vita comune e della vita sociale: nella «gettatezza» della contemporaneità, mentre facciamo un’esperienza nuova, quando usciamo dalla porta di casa non è la realtà a cambiare, ma saremo noi, in rapporto ad essa, a cambiare. Una volta si sorrideva con la bocca ma oggi, essendo coperta dalla mascherina, bisogna sorridere con gli occhi: una nuovo modo di vivere la socialità.

Giulia Milani, giovane consigliere comunale di Cassola (VI), racconta dei molti gesti concreti che le istituzioni, a qualunque livello, fanno per stare a fianco dei cittadini. Dalla confusione iniziale, causata dall’emergere di una situazione impensabile, subito ci si è messi al lavoro per salvaguardare la cosa più importante, il benessere delle persone, perché «solo come comunità possiamo uscire da questa situazione».

Secondo Paolo Bonini, cosituzionalista, l’emergenza ha mostrato, oltre alla miopia che spesso ha contraddistinto anche la classe dirigente, la possibilità di rimettere al centro del sistema legislativo la persona, come afferma anche la Costituzione. Solo così facendo, infatti, si può agire in un’ottica veramente riformista, che permette di valorizzare tutti gli ambiti della persona, per curarne il benessere non meramente materiale. Questo è possibile se si assume la città come paradigma, ma se si agisce con un orizzonte europeo nelle riforme.

Tommaso Galeotto, studente di filosofia, a partire dal suo anno di Erasmus a Londra, ci riporta al destino comune che l’Europa, in questo momento, ha e deve avere.

Rosalba Famà, avvocato, proprio parlando di Europa, ci ricorda quali sono i poteri e le responsabilità dell’Unione Europa. Marco Fornasiero, che lavora presso l’ufficio di presidenza del Parlamento europeo, continua il ragionamento di Rosalba e, attraverso un’analisi precisa e puntuale del provvedimenti che l’EU sta mettendo in campo per aiutare gli stati membri a fronteggiare l’emergenza.

L’ultimo intervento è quello di Pietro Giorcelli, presidente della FUCI, che mette a tema la dimensione spirituale come vero fondamento dell’agire politico.

Vi proponiamo, proprio per la ricchezza che ciascun intervento è, la possibilità di riguardare l’incontro. Solo attraverso una formazione continua, guidata da degli esperti, si è grado di costruire qualcosa di duraturo in grado di diventare forza positiva per tutti.

 

di Gianluca Porta